In questo periodo di distanziamento sociale, anche il CIOFS FP Piemonte ha erogato i propri corsi in Formazione A Distanza, per permettere agli allievi la continuità didattica e con questa arrivare a conseguire gli obiettivi richiesti per concludere con successo i percorsi avviati. I docenti hanno fatto un notevole sforzo per adattare alla nuova modalità didattica i contenuti da comunicare, attivando piattaforme digitali che hanno permesso momenti di lezione sincrona ed asincrona, mettendo a disposizione dispense ed esercitazioni, suggerendo risorse online, verificando l’apprendimento di ogni singolo studente, suscitando e sollecitando impegno, sviluppando negli allievi anche nuove skills, soprattutto trasversali, utilizzabili in diversi contesti.

Con il supporto della sede di coordinamento regionale, i formatori hanno implementato la loro professionalità aggiungendo alle proprie competenze quelle tecnico-operative per maneggiare con padronanza gli strumenti della comunicazione, ma non trascurando il rapporto personale con chi si trovava al di là dello schermo. Tutti si sono trasformati in tutor online di formazione professionale e di vita, accompagnando i giovani utenti nell’apprendimento e sostenendoli in questa fase di isolamento sociale così difficile per tutti e a maggior ragione per un adolescente, la cui identità ha bisogno di confrontarsi e di riflettersi in un gruppo, di avere adulti di riferimento per la propria crescita intellettuale, operativa e morale.

Il CIOFS-FP Piemonte, nel solco della pedagogia salesiana, fatta di attenzione al giovane, di incoraggiamento, di sguardi, di parole sussurrate all’orecchio, è però convinto dell’insostituibilità dell’aula “vera”, del rapporto interpersonale diretto, per quanto le circostanze abbiano obbligato a ricorrere ad una modalità che ha tenuto tutti fisicamente distanti.

Anche se, diciamolo, il DNA dell’educatore e dell’educatrice salesiani è sbucato da computer e dispositivi elettronici per rendersi presente in tutta la sua forza. Quando non bastavano le piattaforme, i docenti hanno utilizzato il telefono, hanno mandato mail contattando allievi e genitori, per non far venire meno l’alleanza educativa, hanno stampato e portato a domicilio materiali, compiti e consegne, pur di non lasciare indietro nessuno: una didattica inclusiva, che ha utilizzato competenza e fantasia pur di raggiungere ognuno. Questa emergenza, nonostante il senso di vuoto e di smarrimento che molti hanno sperimentato, ha rafforzato un grande senso di responsabilità e di solidarietà, insieme ad una sfida per il futuro: guardare avanti con speranza, perché l’oggi e il domani della società sono loro, i giovani.

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