
Torino, 9 Aprile 2026 – Un racconto di crescita e autenticità nell’evento conclusivo di aMare
Si è svolto giovedì 9 aprile 2026, a partire dalle ore 9:30, presso l’Auditorium della Città metropolitana di Torino in corso Inghilterra 7, l’evento conclusivo del progetto “aMare”.
L’iniziativa ha rappresentato il momento finale di un percorso dedicato all’educazione emotiva e alla crescita nella consapevolezza delle proprie relazioni. È stato un progetto che ha visto l’ente impegnato a fornire ai ragazzi e alle ragazze strumenti per vivere con serenità i propri cambiamenti fisici ed emotivi e navigare con più sicurezza nelle, a volte complicate, relazioni di oggi.
Promosso dalla Città metropolitana di Torino in collaborazione con la Fondazione CRT e l’Associazione Oltre aps, il progetto ha coinvolto complessivamente 290 studenti, con una partecipazione attiva e protagonista delle classi dei centri CIOFS-FP di Torino Mazzarello e CIOFS-FP di Beinasco, insieme ai compagni di Engim Artigianelli e San Luca.
Uno spazio per la voce dei ragazzi
Il valore del progetto è stato ribadito dalla consigliera metropolitana delegata alle Politiche giovanili e all’istruzione, Caterina Greco: “Con il progetto ‘aMare’ abbiamo voluto mettere al centro la voce delle nuove generazioni, offrendo loro uno spazio protetto dove esplorare la propria identità e il modo di relazionarsi con l’altro”.
L’evento non è stato un semplice seminario, ma un momento di restituzione e confronto in cui i giovani hanno mostrato il proprio percorso di crescita e il frutto del loro mettersi in gioco. Elisabetta Ghione (Associazione Oltre) ha evidenziato come l’autenticità sia stata la chiave di volta: i ragazzi hanno affrontato temi intimi senza finzioni, scoprendo che la realtà della relazione è ben lontana dagli schemi distorti spesso proposti dai social o dalla pornografia.
I protagonisti: creatività e riflessione
Il cuore dell’incontro è stata la presentazione dei lavori realizzati dalle classi:
- CIOFS-FP Beinasco – “L’amore a processo”: Un’esperienza profondamente coinvolgente nata dalla visione di un video in cui due attori inscenavano un litigio di coppia. Gli allievi, divisi in gruppi, hanno ricoperto il ruolo di avvocati della difesa e dell’accusa, analizzando i comportamenti e riflettendo sulle dinamiche di potere e rispetto nella coppia.
- CIOFS-FP Torino Mazzarello – “Affettività cercasi”: La produzione di uno spot pubblicitario che racconta i contenuti del percorso. Tra i messaggi scelti dai ragazzi sono emersi concetti profondi: “non importa da dove la guardi, l’affettività si riconosce” e la riflessione per cui “quando esprimiamo la nostra affettività ci sentiamo vulnerabili”.
- Engim Piemonte (Artigianelli e San Luca): La presentazione del “Totem delle emozioni”, una rilettura visiva degli stati d’animo esplorati durante i laboratori.
I messaggi chiave del percorso
Dai lavori è emersa una consapevolezza matura su temi cruciali:
- consenso e desiderio: la distinzione netta tra la libertà di desiderare e la necessità del consenso dell’altro
- confini: l’importanza di essere padroni di sé stessi per poter stabilire confini sani nell’incontro con l’altro
- autenticità: la scoperta che la comunicazione vera richiede coraggio e deve basarsi su legami reali, superando i modelli illusori proposti dal web
Una conclusione simbolica
In un clima dinamico e dedicato interamente ai ragazzi, la giornata si è conclusa con la consegna a tutti i partecipanti di un gadget speciale: un cuore simbolico, simbolo stesso del progetto, a ricordare come l’impegno e la cura siano necessari per costruire relazioni sane.
La Città metropolitana ha confermato l’impegno a proseguire su questa strada, con l’obiettivo di istituzionalizzare il progetto per continuare a offrire ai giovani strumenti di crescita e confronto sui temi dell’affettività.

